La Forza non zittisce il leone. Il Diavolo finge che le catene non ci siano. Quale delle due posture hai tenuto verso la tua parte più intensa?
Che cosa si può notare
Una discussione interna che dura da anni si placa in una domanda diversa. Il Diavolo nomina le parti della propria natura che sono state spinte a nascondersi e che da lì, nascoste, agiscono per conto proprio. La Forza mostra un rapporto alternativo, in cui le parti selvatiche vengono incontrate con fermezza mite invece che con vergogna. La coppia invita a un inventario lento di ciò che si è tenuto compresso, e ai piccoli gesti quotidiani che potrebbero cominciare ad accoglierlo invece di sorvegliarlo. Il leone della carta non è mai stato il nemico: è la parte che nessuno ha voluto ascoltare a voce bassa.
Domande su cui sostare
- Quale istinto, in me, ho preso l’abitudine di chiamare problema?
- Che aspetto avrebbe incontrarlo con fermezza mite invece che con allarme?
- Dove ho provato a incatenare qualcosa che poteva essere reso amico?
- Quale gesto, oggi, mostrerebbe La Forza alla parte che di solito tratto da Diavolo?
Quando questa coppia tende a riaffiorare
Affiora attorno al lavoro sulla vergogna, sulla collera, sull’immagine del proprio corpo, sulla sessualità, e nel recupero da qualunque schema che abbia richiesto di comprimere una parte vitale di sé. Può comparire anche quando una pratica creativa o contemplativa chiede un rapporto più onesto con la propria intensità. Va letta piano: raramente chiede gesti clamorosi, più spesso un ammorbidimento della postura interna.
Continua
· Leggere ciascuna carta per sé ·
· Pratiche affini ·

