Certi esiti erano tuoi da costruire. Altri erano tuoi da attraversare. Distinguere gli uni dagli altri è già una pratica.
Che cosa si può notare
La tentazione immediata è attribuire tutto a una sola delle due carte. La Giustizia senza la Ruota inacidisce in colpa verso una sorte che non si è fatta. La Ruota senza la Giustizia inacidisce in impotenza rispetto ad accordi che si potrebbero benissimo rinegoziare. La coppia chiede una cernita paziente: che cosa spetta a me come responsabilità, che cosa spetta a me come cosa da attraversare con dignità, e dove mi viene chiesta integrità dentro circostanze che non ho scritto io. Gramsci parlava di «pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà»: questa cernita è esattamente quel lavoro.
Domande su cui sostare
- Quale parte di questo esito ho costruito io, e quale sto attraversando?
- Dove mi sono colpevolizzato per un giro di ruota?
- Dove ho chiamato sorte ciò che era una scelta?
- Quale integrità spetta a me dentro circostanze che non ho scelto?
Quando questa coppia tende a riaffiorare
Affiora nei rivolgimenti di lavoro che non si sono scelti del tutto, nella malattia, dopo la morte di un genitore, nei cambiamenti economici improvvisi, nelle rotture in cui le cause sono intrecciate, e in ogni momento in cui la domanda «di chi è la colpa» ha smesso di essere utile. È uno strumento di cernita, non una sentenza.
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· Leggere ciascuna carta per sé ·
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