· GLOSSARIO ·
I termini che, in silenzio, governano ogni lettura.
Dal latino arcanum, «il segreto» — ciò che si tiene chiuso nell’arca. Le due metà del mazzo: arcani maggiori (22 archetipi) e arcani minori (56 carte di seme).
Le ventidue carte archetipiche (Il Matto → Il Mondo) che tracciano il cammino dell’anima e le soglie decisive di una vita.
Le cinquantasei carte di seme (quattro semi × Asso–Dieci, più quattro figure di corte) che registrano fatti, scelte e carattere del quotidiano.
Le sedici carte Fante / Cavaliere / Regina / Re — figure, gradi di maturità o modi di stare dentro una situazione.
Gli arcani minori numerati (Asso–Dieci). Mappano le situazioni ordinarie e le tappe della numerologia.
Una delle quattro famiglie minori: Bastoni (fuoco), Coppe (acqua), Spade (aria), Denari (terra).
Mazzo ideato e interamente illustrato da Rachel Pollack — prima Shining Woman Tarot (1992), ribattezzato Shining Tribe nel 2001.
Nel tarocco, una carta di arcano minore numerata da Asso a Dieci — e in particolare la numerale di stampo marsigliese, che mostra solo i simboli del seme, senza scena.
Il mazzo che ha fissato lo standard marsigliese, inciso nel 1760 da Nicolas Conver: dai suoi legni è nato oltre un secolo di ristampe europee.
Il restauro del Marsigliese di Conver condotto negli anni Duemila da Alejandro Jodorowsky e Philippe Camoin, che vi recuperano il colore e il tratto originari.
Il mazzo concepito da Aleister Crowley e dipinto da Lady Frieda Harris fra il 1938 e il 1943; pubblicato postumo nel 1969.
Il mazzo di Hermann Haindl del 1988, di lignaggio tedesco e di parentela thothiana, che intreccia simboli norreni, vedici e nativi americani su un’impalcatura occultistica sistematica.
Uno dei quattro elementi classici (fuoco, acqua, aria, terra) che assegna a ciascuna carta il suo temperamento di fondo.
Il modo in cui gli elementi delle carte vicine si rinforzano, si indeboliscono o si ignorano dentro una stesa.
Elemento della volontà, dello slancio, dell’iniziativa. Seme di Bastoni. Sanguigno, ascendente, rivolto fuori.
Elemento dell’affetto, del legame, dell’inconscio. Seme di Coppe. Ricettiva, fluida, riflettente.
Elemento del pensiero, della lingua, del discernimento. Seme di Spade. Chiaro, tagliente, comunicativo.
Elemento del corpo, della risorsa, del mestiere, del tempo. Seme di Denari. Radicata, lenta, materiale.
Segmento di dieci gradi all’interno di un segno zodiacale. Ogni numerale minore dal Due al Dieci governa un decano dello zodiaco.
Cardinale / fisso / mobile — il modo in cui un segno apre, tiene o si riorienta.
La coppia attivo / ricettivo attribuita a ogni carta (o segno, o elemento). Nulla a che vedere con il maschile e il femminile in senso di genere.
I dodici segni (Ariete–Pesci). Ogni arcano, maggiore o minore, può ricevere un segno attraverso le corrispondenze della Golden Dawn.
Uno dei sette astri tradizionali, o dei dieci moderni. A ogni arcano maggiore è attribuito un pianeta, un segno o un elemento.
Saturno → Giove → Marte → Sole → Venere → Mercurio → Luna. L’ordine planetario tradizionale per velocità apparente, usato per assegnare i reggenti dei 36 decani.
Il raggruppamento dei dodici segni in quattro triadi elementari — fuoco, terra, aria, acqua — ciascuna con lo stesso elemento distribuito sulle tre modalità.
Due zodiaci — quello tropicale (ancorato agli equinozi, in uso nell’astrologia occidentale e nel tarocco) e quello siderale (ancorato alle costellazioni di stelle fisse, in uso nell’astrologia vedica).
Fuoco cardinale, sotto Marte. La scintilla che apre la ruota zodiacale. Corrispondenza tarocchica: IV L’Imperatore; decani → Due, Tre e Quattro di Bastoni.
Terra fissa, sotto Venere. Lento, sensoriale, radicato. Tarocco: V Il Papa; decani → Cinque, Sei e Sette di Denari.
Aria mobile, sotto Mercurio. Coppia, scambio, parola. Tarocco: VI Gli Amanti; decani → Otto, Nove e Dieci di Spade.
Acqua cardinale, sotto la Luna. Casa, memoria, guscio protettivo. Tarocco: VII Il Carro; decani → Due, Tre e Quattro di Coppe.
Fuoco fisso, sotto il Sole. Irradiazione, firma propria, cuore. Tarocco: VIII La Forza; decani → Cinque, Sei e Sette di Bastoni.
Terra mobile, sotto Mercurio. Precisione, servizio, mestiere. Tarocco: IX L’Eremita; decani → Otto, Nove e Dieci di Denari.
Aria cardinale, sotto Venere. Equilibrio, alleanza, pesatura. Tarocco: XI La Giustizia; decani → Due, Tre e Quattro di Spade.
Acqua fissa, sotto Marte (reggenza classica) e Plutone (reggenza moderna). Profondità, trasmutazione, tabù. Tarocco: XIII La Morte; decani → Cinque, Sei e Sette di Coppe.
Fuoco mobile, sotto Giove. Visione, viaggio, orizzonte lontano. Tarocco: XIV La Temperanza; decani → Otto, Nove e Dieci di Bastoni.
Terra cardinale, sotto Saturno. Salita, padronanza, struttura. Tarocco: XV Il Diavolo; decani → Due, Tre e Quattro di Denari.
Aria fissa, sotto Saturno (reggenza classica) e Urano (reggenza moderna). Distanza, invenzione, collettivo. Tarocco: XVII La Stella; decani → Cinque, Sei e Sette di Spade.
Acqua mobile, sotto Giove (reggenza classica) e Nettuno (reggenza moderna). Dissoluzione, compassione, sogno. Tarocco: XVIII La Luna; decani → Otto, Nove e Dieci di Coppe.
Il ciclo di 29,53 giorni che va da una luna nuova alla successiva — la cadenza che regge ogni rito lunare e ogni calendario contadino.
La seconda luna piena che cade dentro uno stesso mese di calendario — una singolarità di computo, non un colore.
Sistema mistico ermetico che proietta il reale sull’Albero della Vita. È l’ossatura più profonda del tarocco.
Il diagramma qabbalistico delle dieci sephiroth e dei ventidue sentieri. Il tarocco vi si proietta per intero.
Una delle dieci emanazioni dell’Albero della Vita; plurale sephiroth. Ciascuna è un attributo divino e un grado di manifestazione.
Atziluth / Briah / Yetzirah / Assiah — i quattro piani discendenti della manifestazione nella Qabbalah.
A ciascun arcano maggiore è attribuita una delle ventidue lettere ebraiche — madre, doppia o semplice.
Uno dei ventidue collegamenti fra sephiroth sull’Albero della Vita. Ogni sentiero è un arcano maggiore.
La Corona — prima sephirah, volontà pura prima di ogni forma. Le sono attribuiti i quattro assi.
Sapienza — seconda sephirah, primo motore di polarità attiva. Vi abitano i quattro due.
Intelligenza — terza sephirah, ricettività di polarità passiva. Vi abitano i quattro tre.
Misericordia — quarta sephirah, espansiva e generosa. Vi abitano i quattro quattro.
Rigore — quinta sephirah, tagliente e restrittiva. Vi abitano i quattro cinque.
Bellezza — sesta sephirah, il cuore solare dell’Albero. Vi abitano i quattro sei.
Vittoria — settima sephirah, istintiva e affettiva. Vi abitano i quattro sette.
Gloria — ottava sephirah: intelletto, parola, ordine. Vi abitano i quattro otto.
Fondamento — nona sephirah, il serbatoio inconscio e lunare. Vi abitano i quattro nove.
Regno — decima sephirah, la terra pienamente incarnata. Vi abitano i quattro dieci.
Il più alto dei quattro mondi — l’Emanazione, il fuoco. Attribuito ai Bastoni.
Il secondo mondo — la Creazione, l’acqua. Attribuito alle Coppe.
Il terzo mondo — la Formazione, l’aria. Attribuito alle Spade.
Il più basso dei quattro mondi — l’Azione, la terra. Attribuito ai Denari.
Aleph (א), Mem (מ) e Shin (ש) — le tre lettere ebraiche che governano i tre elementi: aria, acqua, fuoco.
Beth, Gimel, Daleth, Kaph, Peh, Resh, Tav — sette lettere ebraiche che governano i sette pianeti classici.
Le dodici lettere ebraiche restanti, ciascuna al governo di un segno zodiacale.
La prima lettera ebraica (א), una delle lettere madri. Governa l’Aria; la Golden Dawn la attribuisce al Matto.
Lettera madre (ש) che governa il Fuoco; la Golden Dawn la attribuisce al Giudizio.
Antico testo mistico ebraico (anteriore al X secolo) che introduce le dieci sephiroth e la ripartizione 3/7/12 delle lettere, ereditata dal tarocco della Golden Dawn.
Il senso simbolico dei numeri da 0 a 10, applicato alle numerali del tarocco e prolungato fino agli arcani maggiori con la riduzione delle cifre.
Sommare le cifre di un arcano maggiore a due numeri per ritrovare il tema numerale a una cifra che gli fa eco.
Uno schema fisso che assegna un significato a ciascuna posizione (per esempio Passato / Presente / Futuro).
Una carta che esce capovolta. Segnala un’espressione bloccata, interiorizzata o eccessiva — non il semplice contrario.
La persona che pone la domanda. Nelle letture in solitudine consultante e lettore coincidono.
Una carta scelta prima del tiro per rappresentare il consultante o la questione in gioco.
Un tiro a carta singola all’alba o prima di dormire: la stesa più semplice che esista. Una bussola, non un bollettino.
Il mazzo del 1909 edito da Rider, ideato da A. E. Waite e illustrato da Pamela Colman Smith. Lo standard moderno.
L’illustratrice del RWS del 1909 (1878–1951). I suoi settantotto acquerelli hanno definito l’immaginario tarocchico moderno.
Una famiglia di mazzi europei storici (XVII–XIX secolo) con numerali geometriche e tratto xilografico.
Il Marsigliese di Nicolas Conver, 1760. Il modello a cui risale la gran parte dei mazzi che oggi si dicono «marsigliesi».
Parola francese che vale «trionfi». È il nome con cui la tradizione marsigliese chiama i ventidue arcani maggiori.
Il mazzo di Aleister Crowley, dipinto da Lady Frieda Harris e pubblicato nel 1944 come libro, nel 1969 come carte. Denso, simbolico, qabbalistico.
Lady Frieda Harris (1877–1962), la pittrice che realizzò il mazzo Thoth seguendo le specifiche minuziose di Crowley.
Rimescolare il mazzo prima di una lettura. Ogni metodo vale — il punto è rompere l’ordine precedente e posare l’intenzione.
Il sapere non verbale che legge una carta prima del libro. È un’abilità che si allena, non un dono che si riceve.
Una pratica di immaginazione guidata in cui chi legge entra nel paesaggio della carta come si entra in una stanza.
Usare il fastidio che una carta provoca come porta d’ingresso verso parti di sé non riconosciute — per iscritto, non in ambito clinico.
Posare una carta scelta accanto al cuscino prima di dormire, e al risveglio annotare il sogno accanto a essa.
Uno sguardo sfocato e quasi immobile posato su una sola carta — gli occhi riposano sull’immagine senza cercare di interpretarla.
Il metodo di Alejandro Jodorowsky che porta fuori il conflitto interiore traducendolo in un atto rituale che la persona può compiere davvero.
Pratica cerimoniale di diverse nazioni indigene nordamericane che impiega il fumo di erbe secche specifiche; la parola inglese «smudging» porta con sé un peso di appropriazione culturale.
Pianta sacra di diverse nazioni indigene della California, spontanea solo in una fascia stretta fra Santa Barbara e la Bassa California settentrionale; la domanda commerciale ne ha innescato il bracconaggio su vasta scala.
Legno aromatico delle foreste secche tropicali di Perù ed Ecuador, di uso tradizionale presso le comunità indigene; al 2026 Bursera graveolens non è in CITES, ma una specie diversa venduta con lo stesso nome commerciale lo è.
Una stesa con una carta centrale e posizioni che si irradiano attorno — orientata all’integrazione più che al passo successivo.
Il modo in cui la posizione nella stesa cambia la lettura del significato centrale di una carta — la stessa carta in «ostacolo» e in «invito» dice due cose diverse.
Le tre dimensioni progettuali in cui si scompone qualunque stesa di tarocchi: numero delle posizioni, funzione delle posizioni, relazioni fra le posizioni.
Un motivo universale dell’esperienza umana — la Madre, l’Eroe, il Briccone. La materia prima del tarocco.
Il meccanismo psichico per cui vediamo i nostri contenuti interiori dentro immagini esterne — il principio di funzionamento del tarocco.
La parte di sé che non si riconosce come propria. Le carte rovesciate e alcuni maggiori — Il Diavolo, La Torre, La Luna — portano a galla il lavoro sull’ombra.
Tradizione occulta radicata nell’Egitto ellenistico, imperniata sul «ciò che è in alto è come ciò che è in basso». Il corso d’acqua da cui nasce il tarocco moderno.
Un gesto incorniciato e voluto che separa la lettura dal tempo ordinario — accendere una candela, respirare, formulare la domanda.
Carte da gioco egiziane del Trecento la cui struttura — quattro semi di dieci numerali più le figure di corte — ha plasmato il mazzo che l’Europa avrebbe ereditato.
Mazzi milanesi dipinti a mano alla metà del Quattrocento, commissionati dalle corti Visconti e Sforza. I più antichi arcani maggiori che si possano ancora guardare.
Il gioco di prese italiano da cui discende la parola stessa. Un cugino lontano del bridge: trionfi, inganni misurati e un Matto che non si lascia prendere.
Jean-Baptiste Alliette (1738–1791), mercante di semi parigino passato alla lettura di professione. Pubblica il primo mazzo pensato apposta per essere interrogato.
Antoine Court de Gébelin (1725–1784). L’erudito francese che per primo lega il tarocco alla sapienza dell’Antico Egitto — tesi che la ricerca storica ha poi smontato.
La pratica dell’atto simbolico messa a punto da Alejandro Jodorowsky. Il tarocco vi funziona da mappa diagnostica che indica l’atto da prescrivere.
Una delle otto feste solari della moderna Ruota dell’Anno — Imbolc, Beltane, Lughnasadh, Samhain e le due coppie di solstizi ed equinozi.
La tradizione autunnale giapponese di guardare la luna piena del raccolto — di solito la quindicesima notte dell’ottavo mese lunare.
Ordine occultistico inglese di fine Ottocento, il cui sistema di corrispondenze fra tarocco, cabbala e astrologia ha seminato quasi tutto il tarocco anglo-americano moderno.
Documento interno d’insegnamento tarocchico della Golden Dawn, che contiene i decani, le attribuzioni delle lettere ebraiche, la reggenza segno-corte e le corrispondenze collegate.
La figura dalla testa caprina disegnata da Éliphas Lévi nel 1856 come emblema della polarità cosmica — poi ampiamente fraintesa come modello visivo di «Satana».
La tesi di Joseph Campbell del 1949 secondo cui quasi tutte le mitologie del mondo condividono una stessa struttura profonda: chiamata, partenza, prova, ritorno.
Riprendere elementi di una cultura minoritaria o indigena — soprattutto elementi sacri o rituali — senza citarne la fonte, senza consenso e senza capirne il contesto.