Lunarcana
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· Quadro d’insieme · 5 carte ·

Croce semplice

La croce di Wirth con i tarocchi di Marsiglia: quattro Arcani Maggiori pesano il pro e il contro, e un quinto, ricavato dalla somma dei loro numeri, indica ciò da cui tutto dipende

Detta anche: Stesa a croce, Metodo della croce

5 carteIntermedia~8 min

Come disporre le carte: Croce semplice

IIIIIIIVVPro — ciò che gioca a tuo favore
Pro — ciò che gioca a tuo favore
Contro — la resistenza da tenere d’occhio
Contro — la resistenza da tenere d’occhio
Il giudice — da che parte stare
Il giudice — da che parte stare
La sentenza — dove pende la bilancia, se nulla cambia
La sentenza — dove pende la bilancia, se nulla cambia
Sintesi — ciò da cui tutto dipende, calcolata dalle quattro
Sintesi — ciò da cui tutto dipende, calcolata dalle quattro

Le 5 posizioni della stesa: Croce semplice

Pro — ciò che gioca a tuo favore

Posizione I · Perno

Il «pro» di Wirth, a sinistra: ciò che parla a favore della questione, la qualità, l’abitudine o l’alleato su cui puoi contare, e ciò che vale la pena fare. Mettila di fronte alla Negazione, proprio dall’altra parte: la lettura comincia nella tensione fra le due. Qui si legge tutto al diritto, quindi una carta dura in questo punto indica una forza che ha un prezzo, non un avvertimento.

Contro — la resistenza da tenere d’occhio

Posizione II

Il «contro» di Wirth, a destra: la resistenza, ciò da cui guardarsi, la tendenza o la tentazione che rema contro. Non è un nemico né un cattivo presagio; di solito è qualcosa nella situazione, o in te, che tira dall’altra parte. Chiediti in che modo preciso si oppone all’Affermazione: più nomini con esattezza questo attrito, più il resto della croce si fa chiaro.

Il giudice — da che parte stare

Posizione III

In alto, il «giudice» di Wirth: la carta che mette sulla bilancia il pro e il contro e dice come procedere, da che parte stare, quale tipo di risolutezza serve, dove un solo intervento farebbe la differenza. Leggila come il ponte fra i due bracci. Se richiama l’Affermazione, appoggiati a ciò che aiuta; se richiama la Negazione, il primo compito è fare i conti con la resistenza.

La sentenza — dove pende la bilancia, se nulla cambia

Posizione IV

In basso, la «sentenza» di Wirth: la direzione in cui pende questa pesatura se nulla cambia. Lui la voleva letta a partire dal pro e dal contro, ma soprattutto dalla Sintesi: guarda quindi il centro prima di decidere che cosa significa. Descrive una tendenza, non un esito fissato; se ti turba, torna alla carta della Discussione, in alto, per vedere che cosa potrebbe spostarla.

Sintesi — ciò da cui tutto dipende, calcolata dalle quattro

Posizione V

Il centro, calcolato e non estratto: la somma dei numeri delle quattro carte, con ogni totale oltre il 22 ridotto alle sue cifre. Wirth la chiamava ciò da cui tutto dipende, l’elemento di importanza capitale dell’intera questione. Può ripetere una delle quattro carte, e allora quel tema risulta sottolineato due volte. Rileggi ogni braccio alla sua luce: come appare, se è questo ciò che conta davvero?

Come leggere la stesa: Croce semplice

  1. 1

    Riporta la domanda al presente, come chiedeva Wirth («devo andare avanti con…», «in che senso decidere…» invece di «che cosa succederà») e limitala a una sola questione ben definita.

  2. 2

    Estrai quattro carte dai 22 Arcani Maggiori e disponile a croce: 1 Affermazione a sinistra, 2 Negazione a destra, 3 Discussione in alto, 4 Soluzione in basso.

  3. 3

    Trova il centro: somma i numeri delle quattro carte, contando il Matto come 22, la Giustizia come VIII e la Forza come XI, come nei tarocchi di Marsiglia. Con un totale fino a 22 la carta è quella con quel numero; oltre il 22 somma le cifre, e 38 diventa 3 + 8 = 11. Mettila al centro come 5, la Sintesi; in una lettura su Lunarcana la somma è già fatta e mostrata per te.

  4. 4

    Leggi prima il braccio orizzontale: in che modo preciso la Negazione si oppone all’Affermazione? Poi leggi la Discussione in alto come giudice di quello scontro: da che parte stare, e che cosa farebbe pendere la bilancia.

  5. 5

    Leggi la Soluzione in basso attraverso la Sintesi al centro, come consigliava Wirth: la direzione in cui tutto pende se nulla cambia, colorata da ciò da cui tutto dipende. Chiudi scrivendo una frase su ciò a cui badare per primo.

Che cos’altro si legge fra una carta e l’altra

Ogni posizione dà alla sua carta un posto suo. Fra una carta e l’altra, però, corrono alcuni rapporti più silenziosi: sono quelli che tracciano le linee di stelle.

Dove guardano le figure

L’esercizio più semplice: dopo aver estratto tre carte, stare zitti un momento e osservare dove guardano le figure. Se lo sguardo della prima cade sulla seconda, c’è una linea d’occhi che attraversa la stesa. Se l’ultima carta volta le spalle a quella di mezzo, il movimento esce dalla scena. Tutto questo, in posizionale puro, non si vede: il verso è una grammatica muta.

Gli elementi di due carte vicine

La regola corrente si dice in breve: fuoco e aria, entrambi attivi, si rinforzano; acqua e terra, entrambi ricettivi, si rinforzano; fuoco e acqua, aria e terra si indeboliscono. Fuoco-terra e acqua-aria valgono come neutri, o appena indebolenti. Se due carte vicine sono elementarmente amiche, il loro senso si carica; se sono opposte, si smorza e talvolta si annulla. Leggi prima la distribuzione degli elementi e poi il significato della singola carta: è una scorciatoia lasciata in eredità dall’Alba Dorata, e continua a rendere.

Una stessa mano, quattro letture

  • PosizionaleOgni carta prende senso dalla casella in cui cade.
  • NarrativaLeggere la stesa come principio, mezzo e fine di una piccola storia.
  • DialogicaLasciare che due carte (o due colonne) si facciano domande a vicenda.
  • IntuitivaLasciar cadere il reticolo e accorgersi di quale carta prende per prima l’occhio.
Quattro modi di leggere una stesa →

Domande d’esempio

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Domande frequenti: Croce semplice

Come si calcola la quinta carta della Croce semplice?
Si sommano i numeri dei quattro Arcani Maggiori estratti, contando il Matto come 22. Se il totale è 22 o meno, la Sintesi è la carta con quel numero (22 è il Matto); se è più alto, si sommano le due cifre: 23 dà 5, 57 dà 12. Quattro carte non superano mai 88, quindi basta sempre una sola riduzione. L’esempio di Wirth: IV + XVIII + II + XIV = 38, 3 + 8 = 11, cioè la Forza nella numerazione marsigliese che usava. In una lettura su Lunarcana la somma è calcolata per te e mostrata insieme alla carta.
Perché la Croce semplice usa solo gli Arcani Maggiori?
Perché così fa il metodo di Wirth: mescolava un mazzo dei soli 22 Arcani Maggiori, e il calcolo della carta centrale funziona solo con i loro numeri, da 1 a 22. I Maggiori si adattano anche al tipo di domanda che chiedeva: una decisione o una linea d’azione, pesate sul piano dei grandi temi più che dei dettagli di ogni giorno. Se la tua domanda ha bisogno di quei dettagli, ti servirà meglio una stesa con il mazzo completo.
Da dove viene la Croce semplice?
La descrive Oswald Wirth in Le Tarot des imagiers du Moyen Âge (Parigi, 1927, pp. 266–271). Wirth dice di averla avuta da Stanislas de Guaita, che l’aveva avuta da Joséphin Péladan: una discendenza nota solo dal suo racconto. In Francia la si chiama spesso semplicemente tirage en croix, in Brasile si insegna come Método Péladan. La nostra versione mantiene posizioni e calcolo di Wirth, estrae le quattro carte senza ripetizioni e le legge al diritto.
È la stessa cosa delle altre croci a cinque carte?
Non sempre. Molte stese condividono la forma a croce ma non la logica: alcune estraggono la carta centrale invece di calcolarla, altre usano tutto il mazzo. In Italia le croci a cinque carte compaiono anche come «croce celtica 5 carte», ma la Croce celtica vera e propria ha dieci carte e un altro schema; e le croci fatte con le carte napoletane o con le sibille seguono regole proprie. Questa pagina segue la versione di Wirth con i tarocchi di Marsiglia: pro, contro, giudice, sentenza e una sintesi calcolata.

Con una domanda in mente, scopri piano queste 5 carte.