Lunarcana
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· Guarigione · 4 carte ·

Punto cieco

Quattro vetri della stessa finestra: ciò che mostri, ciò che non vedi, ciò che custodisci e ciò che ancora non conosci

4 carteIntermedia~6 min

Come disporre le carte: Punto cieco

IIIIIIIVCiò che sai di te e mostri apertamente
Ciò che sai di te e mostri apertamente
Ciò che traspare di te e che non hai ancora notato
Ciò che traspare di te e che non hai ancora notato
Ciò che sai ma tieni per te
Ciò che sai ma tieni per te
Ciò che nessuno, nemmeno tu, ha ancora incontrato in te
Ciò che nessuno, nemmeno tu, ha ancora incontrato in te

Le 4 posizioni della stesa: Punto cieco

Ciò che sai di te e mostri apertamente

Posizione I · Perno

Il vetro in alto a sinistra: ciò che sai di te e lasci vedere, i tratti, le abitudini e i valori che nomineresti senza esitare. Leggila per prima, come punto di riferimento. Poi mettila accanto al punto cieco, alla sua destra: se le due carte tirano in direzioni diverse, lo scarto tra come ti vedi e come agisci è il cuore della lettura.

Rovesciata, il sé aperto può essere più stretto di quanto pensi: qualcosa che credi di mostrare non arriva agli altri.

Ciò che traspare di te e che non hai ancora notato

Posizione II

Il vetro in alto a destra: qualcosa che traspare dal tuo modo di agire — un tono, un’abitudine, un effetto che continui a produrre — e che non hai ancora notato in te. Non è un resoconto dell’opinione privata che qualcuno ha di te. Trattala come un’ipotesi da verificare: nei prossimi giorni cerca la qualità della carta nel tuo comportamento e confrontala con il sé aperto, a sinistra.

Rovesciata, il punto cieco è vicino alla superficie; può bastare uno sguardo onesto per vederlo.

Ciò che sai ma tieni per te

Posizione III

Il vetro in basso a sinistra: ciò che sai di te ma tieni per te, un sentimento, un bisogno, un’ambizione, una vecchia storia. Chiediti che cosa protegge il tenerlo nascosto, e quanto ti costa. Leggila verso l’alto, di fronte al sé aperto: c’è qui una cosa che potrebbe salire nel vetro aperto, e vorresti che ci salisse?

Rovesciata, la carta può indicare quanta fatica ti chiede custodirlo, o qualcosa che nascondi a metà anche a te stesso.

Ciò che nessuno, nemmeno tu, ha ancora incontrato in te

Posizione IV

Il vetro in basso a destra: un motivo o una capacità che né tu né chi ti sta intorno avete ancora incontrato. Non è un evento che sta per arrivare; è un potenziale che diventa visibile man mano che gli altri vetri si aprono. Leggila in diagonale rispetto al sé aperto. Una carta di agio o di forza, qui, suggerisce una risorsa inutilizzata; una carta più pesante, uno schema che continua a muoversi sotto la consapevolezza.

Rovesciata, sta più lontano dalla superficie e chiede pazienza più che sforzo.

Come leggere la stesa: Punto cieco

  1. 1

    Scegli un solo ambito per la lettura — il lavoro, una relazione, un gruppo di cui fai parte — perché la finestra riguarda il modo in cui ti mostri agli altri. Disponi le carte su due file: in alto il sé aperto e il punto cieco, in basso il sé nascosto e il sé sconosciuto.

  2. 2

    Leggi per primo il sé aperto, come punto di riferimento: ciò che già sai di te e lasci vedere.

  3. 3

    Passa al punto cieco e confrontalo con il sé aperto. Annota un comportamento concreto in cui la qualità di quella carta potrebbe trasparire, così da poterla osservare in te nei prossimi giorni.

  4. 4

    Leggi il sé nascosto di fronte al sé aperto che gli sta sopra: che cosa servirebbe per portare una cosa dalla fila in basso al vetro aperto, ed è qualcosa che desideri?

  5. 5

    Leggi per ultimo il sé sconosciuto, in diagonale rispetto al sé aperto, come il potenziale verso cui lavorano gli altri tre vetri. Chiudi annotando una cosa che potresti scegliere di condividere e una domanda che potresti fare a una persona di cui ti fidi.

Che cos’altro si legge fra una carta e l’altra

Ogni posizione dà alla sua carta un posto suo. Fra una carta e l’altra, però, corrono alcuni rapporti più silenziosi: sono quelli che tracciano le linee di stelle.

Dove guardano le figure

L’esercizio più semplice: dopo aver estratto tre carte, stare zitti un momento e osservare dove guardano le figure. Se lo sguardo della prima cade sulla seconda, c’è una linea d’occhi che attraversa la stesa. Se l’ultima carta volta le spalle a quella di mezzo, il movimento esce dalla scena. Tutto questo, in posizionale puro, non si vede: il verso è una grammatica muta.

Gli elementi di due carte vicine

La regola corrente si dice in breve: fuoco e aria, entrambi attivi, si rinforzano; acqua e terra, entrambi ricettivi, si rinforzano; fuoco e acqua, aria e terra si indeboliscono. Fuoco-terra e acqua-aria valgono come neutri, o appena indebolenti. Se due carte vicine sono elementarmente amiche, il loro senso si carica; se sono opposte, si smorza e talvolta si annulla. Leggi prima la distribuzione degli elementi e poi il significato della singola carta: è una scorciatoia lasciata in eredità dall’Alba Dorata, e continua a rendere.

Una stessa mano, quattro letture

  • PosizionaleOgni carta prende senso dalla casella in cui cade.
  • NarrativaLeggere la stesa come principio, mezzo e fine di una piccola storia.
  • DialogicaLasciare che due carte (o due colonne) si facciano domande a vicenda.
  • IntuitivaLasciar cadere il reticolo e accorgersi di quale carta prende per prima l’occhio.
Quattro modi di leggere una stesa →

Domande d’esempio

Altre stese a 4 carte

LineeStesaPosizioniAdatta a
I 4 elementiFuoco · Azione · Acqua · Emozione · Aria · Pensiero · Terra · MateriaPassare il presente al vaglio del fuoco, dell’acqua, dell’aria e della terra
Fasi lunariNovilunio · Seme e intenzione · Luna crescente · Crescita · Plenilunio · Compimento · Luna calante · CongedoUn intero mese lunare — intenzione, crescita, compimento, congedo
ConsiglioLa situazione presente · L’ostacolo · Il passo che vale la pena compiere · L’esito probabileQuattro carte per tracciare la via — vedere, nominare, agire, presentire
Luna pienaCiò che ha preso forma in questo ciclo · Ciò a cui rendere grazie · Ciò che è da lasciare andare · Ciò che affiora dopo il congedoSotto la luce della luna piena — vedere, ringraziare, lasciar andare, accogliere
Liberazione emotivaL’emozione che affiora · La sua radice · Ciò che vuole insegnarti · Come lasciarla andareDialogare con ciò che si muove dentro — vederlo, capirlo, trasformarlo, lasciarlo andare
Punto ciecoQuesta paginaCiò che sai di te e mostri apertamente · Ciò che traspare di te e che non hai ancora notato · Ciò che sai ma tieni per te · Ciò che nessuno, nemmeno tu, ha ancora incontrato in teQuattro vetri della stessa finestra: ciò che mostri, ciò che non vedi, ciò che custodisci e ciò che ancora non conosci

Domande frequenti: Punto cieco

Cos’è la stesa dei tarocchi della finestra di Johari?
È una stesa di quattro carte costruita sui quattro vetri della finestra di Johari, il modello della consapevolezza di sé che Joseph Luft e Harrington Ingham presentarono nel 1955: ciò che sai e mostri, ciò che traspare senza che tu l’abbia notato, ciò che sai e tieni per te, e ciò che non è ancora affiorato. Ogni carta offre a un vetro un’immagine su cui riflettere. In tedesco è nota come «Der blinde Fleck», in russo come «Слепое пятно».
La carta del punto cieco mostra cosa pensano gli altri di me?
No. Indica qualcosa che può essere visibile nel tuo comportamento e che non hai notato, uno schema che puoi verificare da te. Quello che pensa una certa persona resta suo; se ti importa, chiediglielo. La carta è uno spunto per osservarti, non una finestra sulla mente di qualcun altro.
E se le carte della finestra si contraddicono?
La contraddizione è la parte utile. Un sé aperto sicuro accanto a un punto cieco esitante, per esempio, suggerisce uno scarto tra come vorresti apparire e ciò che fai davvero. Dai un nome a quello scarto in una frase, poi cerca un momento della settimana prossima in cui accorgertene mentre accade.
Che differenza c’è con la stesa L’ombra?
L’ombra guarda ciò che hai allontanato da te. Punto cieco guarda la conoscenza di sé in relazione agli altri: ciò che mostri, ciò che custodisci, ciò che ti sfugge e ciò che non è ancora emerso. Si completano bene: un punto cieco che continua a tornare spesso merita una lettura dell’ombra tutta sua.

Con una domanda in mente, scopri piano queste 4 carte.